Il Governatore del Nevada ha rilasciato la prima licenza di guida ad un’auto senza pilota. La prima “auto robot” è l’ormai nota Google Car, una Toyota Prius modificata con un radar laser montato sul tetto, che aveva già avuto autorizzazione a girare sulle strade della California, ma solo a scopo dimostrativo e di collaudo, mentre ora nello stato del Nevada l’autorizzazione è estesa alla normale circolazione e potrà essere concessa a tutte le auto “driverless”. Per ricevere l’ok dalla motorizzazione del Nevada, i costruttori devono provare che le vetture hanno già percorso almeno 16.000 chilometri senza nessuno a bordo e sono sicure.

L’auto di Google, tramite il radar, rileva pedoni, ciclisti e altri veicoli, creando una zona cuscinetto attorno a se e gli ostacoli vengono evitati automaticamente. Il direttore della Motorizzazione del Nevada ha dichiarato: “i primi momenti che sono salito a bordo ero preoccupato, ma successivamente ho visto che l’auto poteva essere anche più sicura di quelle tradizionali”. Al momento c’è ancora un po’ di cautela e il momento dell’auto che ti “scarica” davanti al centro commerciale e va a parcheggiare da sola non è ancora arrivato, ma le sperimentazioni vanno avanti.

In Italia addirittura la ricerca è arrivata anche prima di quella di Google e l’Università di Parma è già ad uno stadio molto avanzato, con successi documentati: come l’esperimento di portare un’auto senza pilota da Milano a Shangai per l’Esposizione Universale de 2010. In quella occasione alcuni Piaggio Porter elettrici (con pannelli solari sul tetto) hanno percorso 15 mila chilometri senza pilota. Il progetto in questione portato avanti dal Laboratorio VisLab dell’Università di Parma.

Ma ora che il Nevada apre le strade alla circolazione delle auto robot la cosa entra nella vita della gente comune.