Uscito su Dimensione Agricoltura – Maggio 2017

Compensazione dei crediti fiscali con visto di conformità se superano 5mila euro, estensione dello split payment, definizione agevolata dei contenziosi tributari, modifiche al sistema pensionistico Ape. Questi i principali capitoli della recente manovra correttiva dei conti pubblici che ha consentito al Governo di avere dall’Ue il via libera sulla legge di bilancio 2017.Non è una manovra indolore per le imprese e se le previsioni inerenti l’aumento delle aliquote Iva dovesse avverarsi, lo sarà anche per tutti i consumatori.

A seguire la sintesi delle novità. Trattandosi di un decreto legge, in fase di conversione il Parlamento potrà apportare modifiche e/o integrazioni al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Estensione dello “Split Pay-ment”. Dal 1° luglio il meccanismo di scissione dei pagamenti soggetti ad Iva, si estende anche agli Enti o Istituzioni pubbliche sprovviste di partita Iva. Per la cessione di beni e/o per le prestazioni di servizi forniti anche ai soggetti di cui sopra, il versamento dell’Imposta verrà effettuato dagli stessi soggetti, comunque riconducibili all’ampia sfera della Pubblica amministrazione. Dalla predetta data saranno interessate a questa modalità di assolvimento dell’Iva, anche le società controllate anche se indirettamente dalla Pubblica Amministrazione, compresi gli enti locali comunque definiti.

Detrazione IVA. Si riducono drasticamente i termini entro i quali l’imprenditore può detrarre l’imposta assoluta sull’acquisto di beni e/o servizi inerenti l’attività: il diritto alla detrazione deve essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto. Le fatture di acquisto poi, devono essere annotate nell’apposito registro entro il termine della liquidazione periodica nella quale viene esercitato il diritto alla detrazione e comunque entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all’anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno. Visto che gli effetti del decreto decorrono dallo scorso 24 aprile, rimane da comprendere come si devono comportare gli imprenditori in relazione alle eventuali fatture 2016 ricevute nel 2017 ed ovviamente non annotate nei termini ora previsti. In assenza di chiarimenti, ai sensi della norma, l’imprenditore perderà la possibilità di recuperare l’Iva assolta sulle fatture non registrate.

Compensazioni. Il limite dei crediti Iva, Imposte dirette, Irap e ritenute entro il quale non è necessario il preventivo visto di conformità, passa da 15mila a 5mila euro. Nei casi di indebito utilizzo in tal senso, l’Agenzia delle entrate provvederà a recuperare i crediti e relativi interessi ed irrogherà le sanzioni conseguenti. Viene introdotto l’obbligo di utilizzo dei servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia per tutti i soggetti Iva che effettuano la compensazione utilizzando:- il credito annuale o periodico Iva (eliminato il limite di esenzione sino a 5.000 euroannui;- i crediti relativi alle imposte sui redditi, relative addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive delle imposte sul reddito, Irap e crediti d’imposta da indicare nel quadro RU.Sarà possibile utilizzare la compensazione dei crediti solo per le somme iscritte a ruolo per le quali non sono scaduti i termini di pagamento (in genere 60 giorni dalla notifica).

Locazioni brevi. Ai redditi percepiti per i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni stipulati dal primo maggio, compresi quelli che prevedono la fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche non nell’esercizio di attività d’impresa, anche tramite intermediari immobiliari o portali online, si applica, su opzione, la cedolare secca con l’aliquota del 21%. L’opzione è esercitabile anche in caso di sublocazione o di contratti conclusi dal comodatario. Gli intermediari immobiliari o gestori di portali online, devono trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati dei contratti conclusi per il loro tramite. L’omessa, incompleta o infedele comunicazione viene punita con una sanzione da 250 a 2mila euro, riducibile al 50% in caso di trasmissione o di correzione nei 15 giorni successivi alla scadenza. Nel caso in cui questi ultimi soggetti effettuino gli incassi dei canoni o corrispettivi pattuiti per conto del possessore, dovranno operare quali sostituti d’imposta effettuando una ritenuta del 21%, provvedendo al conseguente versamento all’Erario ed al rilascio della Certificazione Unica. La ritenuta avrà valore di acconto in caso di mancata opzione della cedolare secca.

Contenzioso tributario e definizione agevolata delle liti pendenti. Per gli atti impugnabili dal 2018, passa da 20mila a 50mila il limite sotto il quale non è obbligatorio il tentativo di reclamo/mediazione prima di ricorrere alle commissioni tributarie. Su domanda dell’interessato, le controversie con l’Agenzia delle entrate non ancora definite in ogni stato e grado di giudizio compresa la Cassazione, possono essere definite con il pagamento dell’imposta contestata e degli interessi maturati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica, con esclusione delle sanzioni e degli interessi maturati successivamente ed a qualunque titolo. In caso di controversie inerenti le sole sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40%. In caso di contenzioso inerente sanzioni collegati ai tributi, per la definizione non è dovuto alcun importo a condizione che i tributi siano stati a qualunque titolo definiti. Sono definibili le controversie con la prima costituzione in giudizio effettuata entro il 31 dicembre 2016 e per le quali alla data di presentazione della domanda di definizione, il processo non si è concluso con pronuncia definitiva. Entro il 30 settembre, l’interessato dovrà presentare una richiesta di definizione autonoma per ogni atto impugnato. Il versamento di quanto dovuto dovrà essere effettuato separatamente per ciascuna controversia, in un massimo di tre rate scadenti il 30 settembre 2017 per l’intero importo o pari al 40% del complessivo, 30 novembre pari all’ulteriore 40%, al 30 giugno 2018 per il residuo 20%. Se non vi sono somme da versare (irrogazione di sole sanzioni), la definizione si perfeziona con la presentazione della domanda di definizione. Dalle somme dovute si scomputa quanto eventualmente già versato in pendenza di giudizio e quanto dovuto/versato per la rottamazione delle cartelle di pagamento scaduta lo scorso 21 aprile. Il processo tributario viene sospeso fino al 10 ottobre 2017 solo su istanza del contribuente interessato alla definizione agevolata e fino al 31 dicembre 2018 in caso di presentazione della ricevuta di avvenuto pagamento o di pagamento della prima rata.

Anticipo pensionistico (APE) e “quarantunisti”. Vedi articolo nella pagina Diritti Sociali.  DURC. Ai soggetti che hanno aderito alla rottamazione delle cartelle di pagamento, il Durc viene rilasciato su richiesta corredata dalla dichiarazione di volersi avvalere della rottamazione. In caso di successivo insufficiente o tardivo versamento delle somme dovute, i Durcrilasciati vengono annullati dall’Ente competente. (Alfio Tondelli)