«Quando i Tg domenica hanno dato la notizia, l’hanno così sintetizzata: “è morto il capo della sinistra comunista”. C’è, nella sintesi giornalistica, un dato di verità. Che chi dice che questo Paese ha una storia, non è solo una sommatoria di individui, è un storia fatta di passioni e di comunità. Tuttavia questa storia non l’abbiamo conservata o costruita bene, non so se perché volevamo la luna o non l’abbiamo voluta abbastanza. E allora, oggi, la gente esprime un bisogno insopportabile di senso. Della parola sinistra si sono persi molti significati, ma io sento rinascere il bisogno di uomini che pensano e guardano lontano, che sanno che il vecchio non può più e il nuovo non c’è abbastanza. E si interrogano su come riempire questo vuoto».

(Alfredo Reichlin – Roma, 30 settembre 2015, ai funerali di Pietro Ingrao)