Personalmente odio le “catene di Sant’Antonio” e WhatsApp è una di quelle app in cui gruppi o anche singoli utenti un po’ creduloni fanno sì che i messaggi (spesso allarmistici fino al ridicolo) si diffondano con una velocità incredibile.

Questa volta lo spam allarmistico, che ha colpito nelle ultime ore il nostro Paese, riguarderebbe un fantomatico e famigerato numero di telefono che inizia con 347 e che, se mittente di un messaggio particolare su WhatsApp, sarebbe la causa (addirittura!) della formattazione immediata del telefono o, si vocifera (ma forse si tratta di un numero diverso e di un’altra bufala) del furto di un importo consistente del credito residuo.

Il “virus” che formata i telefoni viene annunciato dai soliti toni allarmistici del tipo “è un virus che formatta il tuo cellulare. Attenti è molto pericoloso. L’hanno annunciato oggi alla Rai TV. Diffondi più che puoi”.

Già il “diffondi più che puoi” dovrebbe mettere in guardia: come per la richiesta di donazione di un particolare tipo di sangue, che andava di moda tempo fa, questi messaggi si diffondono per un tempo molto lungo e se veramente fosse in corso un’emergenza e qualcuno potesse farvi fronte sarebbe curioso aspettare che il messaggio arrivi alla persona giusta.

Nel caso delle donazioni di sangue esistono Centri Sangue ufficiali che hanno costantemente sotto controllo la situazione delle emergenze. In Toscana addirittura esiste un “meteo del sangue” dove è possibile avere un quadro completo dei gruppi maggiormente richiesti e delle richieste più urgenti.

Ma torniamo alla bufala di WhatsApp. Spesso l’unica cosa vera di queste “catene” è il numero di telefono che dovrebbe chiamare “formattando automaticamente il proprio telefonino” oppure dovrebbe mandare un messaggio “infetto” che porterebbe alla stessa tragica conseguenza. Il malcapitato che finisce nella “catena di Sant’Antonio” rischia di essere considerato un “untore” tecnologico e avere diversi problemi. Tutto per uno scherzo di cattivo gusto.

La cosa “buffa” è che le stesse persone credulone che aiutano il diffondersi di questi messaggi, spesso sono anche le stesse che all’arrivo di una email sul proprio computer, da un “corriere che ha mancato una consegna”, con un allegato un po’ particolare, cliccano subito per aprirlo e si fanno bloccare tutti i file da un “cryptolocker” qualsiasi. E spesso girano anche senza antivirus…

Quindi, attenzione. Attenzione alle bufale e attenzione ai rischi concreti. A volte basta solo un po’ di buon senso.